Studio dell’Avvocato Luigi Maschio & Associati

Profilo falso su Facebook o Twitter? Rischi un anno di carcere.

facebook-fakebookPrima c’era il nickname, ovvero un nome di fantasia spesso legato a personaggi di libri, fumetti, videogiochi, contrazioni del proprio nome, ecc. Poi la rete è passata lentamente, ma inesorabilmente, alla definizione personale, ovvero alla richiesta di nome e cognome veri. Facebook blocca i profili con nomi falsi o di fantasia o relativi a brand quando si tratta di un profilo personale. Google ha migrato tutti i profili a una definizione anagrafica incrociando pure i dati con numero di telefono e indirizzo e-mail. YouTube, sempre di Google, ha obbligato gli utenti a presentarsi con il proprio profilo di Google+ che richiede i dati personali.
La rete sta uscendo dall’anonimato. E in Italia una recente sentenza della cassazione ha stabilità che presentarsi con un nome falso, o una foto falsa, in rete costituisce il delitto di sostituzione di persona (art. 494 del Codice Penale) che fa rischiare fino a un anno di reclusione sempre che il fatto con costituisca ulteriore reato. Ulteriori informazioni le trovi qui: Cassazione su Web 2.0